Cass. civ., Sez. II, Ord., (data ud. 07/07/2022) 03/08/2022, n. 24015
Massime
I principi di diritto espressi dalla sentenza.
Massima 1In tema di sanzioni amministrative, alla luce delle disposizioni contenute negli artt. 11 e 12 del d.P.R. n. 503 del 1996 e nell'art. 381, comma secondo, del regolamento di esecuzione ed attuazione del codice stradale, di cui al d.P.R. n. 495 del 1992, il cosiddetto "contrassegno invalidi", che autorizza la circolazione e la sosta del veicolo adibito al trasporto di una persona con capacità di deambulazione sensibilmente ridotte anche all'interno delle zone urbane a traffico limitato e delle aree pedonali urbane, è rilasciato alla persona disabile in quanto tale, in modo che questa se ne possa servire esponendolo sul veicolo adibito in quel momento al suo servizio e, perciò, la sua validità non è limitata al territorio del Comune che abbia rilasciato tale contrassegno, ma è estesa a tutto il territorio nazionale.
Massima 2In tema di sanzioni amministrative, alla luce delle disposizioni contenute negli artt. 11 e 12 del D.P.R. n. 503 del 1996 e nell'art. 381, comma secondo, del regolamento di esecuzione ed attuazione del codice stradale, di cui al D.P.R. n. 495 del 1992, il cosiddetto "contrassegno invalidi", che autorizza la circolazione e la sosta del veicolo adibito al trasporto di una persona con capacità di deambulazione sensibilmente ridotte anche all'interno delle zone urbane a traffico limitato e delle aree pedonali urbane, è rilasciato alla persona disabile in quanto tale, in modo che questa se ne possa servire esponendolo sul veicolo adibito in quel momento al suo servizio e, perciò, la sua validità non è limitata al territorio del Comune che abbia rilasciato tale contrassegno, ma è estesa a tutto il territorio nazionale. Pertanto, l'esercizio di tale diritto non può essere condizionato dal preventivo assolvimento di un onere informativo ulteriore a favore dell'ente comunale, che non trova un espresso fondamento in un dato normativo specifico, dal momento che lo stesso non è riconducibile alla previsione generale di cui all'art. 7 c.d.s., con il quale è stabilito che, nei centri abitati, i Comuni possono, con ordinanze sindacali, limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze.
*
Testo della sentenza
Testo non disponibile.
Hai ricevuto una multa per questo motivo? Puoi valutarla gratis in pochi minuti con faccio ricorso.
Valuta la tua multaDocumenti correlati
Art. 188
I veicoli al servizio di persone invalide, donne in gravidanza o genitori con bambini sotto i due anni possono usufruire di parcheggi riservati solo se autorizzati dal Comune di residenza secondo le modalità stabilite dal regolamento. Chi parcheggia in questi spazi senza autorizzazione o in modo improprio rischia una multa da 87 a 344 euro, mentre chi viola le condizioni dell'autorizzazione è soggetto a una sanzione da 42 a 173 euro. I veicoli autorizzati non devono rispettare i limiti di tempo nei parcheggi a pagamento.
Giudice di pace Palermo, Sez. VIII, Sent., 22/02/2011
Chi parcheggia in zone vietate con un valido contrassegno per disabili non commette violazione se non è provato un grave intralcio o pericolo alla circolazione: la legge riconosce questa facoltà come legittima protezione dei diritti costituzionali alla salute e alla libertà di movimento. In assenza di tale prova nel verbale, il conducente può far annullare la multa ricorrendo in base a questo principio giurisprudenziale.
Cass. civ., Sez. II, Sentenza, 14/03/2025, n. 6892
Per usufruire dei posti auto riservati ai disabili, è obbligatorio esporre il contrassegno invalidi in originale e non è ammissibile l'uso di fotocopie, anche se in attesa di rinnovo, poiché ciò facilita i controlli e previene gli abusi. La Cassazione ha confermato che chi parcheggia senza il pass originale è passibile di multa, indipendentemente dal motivo della sua assenza. Inoltre, il contrassegno non esonera dal pagamento in zone a sosta a pagamento quando non ci sono posti riservati disponibili, salvo quanto previsto dalle normative introdotte successivamente al 1° gennaio 2022.