Segnali di merce pericolosa
- 1)Nel verbale è indicato con precisione quale comma o prescrizione dell’art. 168 CdS avresti violato?
Sappi che, secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione, l’art. 168 contiene diversi gruppi di precetti con sanzioni differenti; pertanto, il verbale deve specificare esattamente quale disposizione si assume violata e quale norma tecnica integrativa (es. ADR o decreti ministeriali) si applica. La stessa pronuncia afferma che il richiamo generico a normative tecniche complesse e articolate non è sufficiente: l’amministrazione deve individuare il preciso “marginale” o prescrizione violata. 2) Ti è stata contestata la mancanza di dotazioni di sicurezza anche se avevi già a bordo uno dei dispositivi previsti (coni, triangoli o luci arancioni)?
Secondo il Giudice di pace di Albenga, la normativa ADR impone la presenza di due segnali di avvertimento alternativi per i veicoli che trasportano merci pericolose; tuttavia, è sufficiente che siano presenti due dispositivi tra quelli previsti, non necessariamente di tipi diversi. Se il trasportatore possiede già i dispositivi richiesti, non può essergli contestata l’assenza di altri.
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2 documenti collegati
Giudice di pace Albenga, 17/12/2004
Per i trasporti di merci pericolose, la normativa A.D.R. richiede a bordo del veicolo almeno uno tra tre tipi di segnali di avvertimento: coni, triangoli o luci lampeggianti arancioni. Se il trasportatore è in possesso di uno di questi segnali, è esentato dall'obbligo di avere gli altri, poiché la legge richiede semplicemente la presenza alternativa di uno di essi.
Cass. civ., Sez. I, 01/08/2003, n. 11733
Un ricorso contro una multa per violazione dell'articolo 168 del Codice della Strada (trasporto materiali pericolosi) è inammissibile se non specifica con precisione quale norma è stata violata e quale sanzione viene contestata. La Cassazione ha ritenuto che il verbale dei vigili e il ricorso del Comune erano troppo generici nel riferirsi alla normativa ADR, senza identificare il preciso divieto infratto. Questo principio protegge l'automobilista: una multa mal motivata e priva di chiare indicazioni normative può essere annullata perché illegittima nel procedimento.