Assenza o erroneità della segnalazione di divieto di sosta
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Giudice di pace Campobasso, Sentenza, 29/09/2020, n. 243
Le aree di parcheggio esterne alle strisce blu, non contrassegnate da divieti di sosta o limitazioni temporali (strisce bianche), sono considerate libere e gratuite per il parcheggio, salvo diversi segnali espliciti. Questa sentenza è utile per contestare multe inflitte in zone dove non sono chiaramente indicati obblighi di pagamento o limiti di sosta. Se vi è stata notificata una multa in una simile zona, potete invocare questo principio per dimostrare che il parcheggio era consentito.
Giudice di pace Campobasso, Sent., 29/09/2020, n. 243
Per multare un conducente per sosta vietata secondo l'articolo 157 del Codice della Strada, deve esserci una segnaletica esplicita che vieti o limiti il parcheggio: una sentenza stabilisce che è illegittima la multa se il veicolo è parcheggiato in un'area senza cartelli di divieto e fuori dalle strisce blu. Il giudice ha chiarito che i divieti di sosta non possono essere interpretati in modo estensivo, ma devono essere sempre indicati in modo visibile e inequivocabile. Questo principio è fondamentale per chi ricorre contro una multa: se manca la segnaletica, la contravvenzione non ha valore.
Tribunale sez. I - Crotone, 02/02/2023, n. 80
Il passo carrabile è il taglio del marciapiede che consente l'accesso ai veicoli verso proprietà private, ma deve essere autorizzato dal Comune con apposito segnale stradale. Senza questa autorizzazione ufficiale, non esiste un vero passo carrabile e quindi non può essere vietata la sosta o la fermata davanti al cancello. Questo principio è rilevante per chi riceve una multa per sosta in prossimità di un cancello dove manca l'autorizzazione comunale.
Cass. civ., Sez. II, 4 ottobre 2011, n. 20309
Una fermata breve del veicolo per necessità momentanee non costituisce violazione del divieto di sosta, a patto che non intralci il traffico. L'amministrazione ha l'onere di provare che il veicolo fosse effettivamente in sosta vietata e non semplicemente fermo temporaneamente. Questo principio è rilevante per chi riceve una multa per sosta, in quanto la mera fermata può essere contestata dimostrando che si trattava di un arresto necessario e momentaneo.
Giudice di pace Catania, 26/10/2005, n. 3989
Un cartello di divieto di sosta che sia storto e girato verso l'interno non è visibile e quindi non può validamente notificare il divieto all'automobilista. Se il segnale non è leggibile, il conducente può ragionevolmente credere di parcheggiare legalmente e l'opposizione alla multa deve essere accolta. Questo principio è fondamentale per contestare verbali di sosta vietata quando la segnaletica stradale è illeggibile o inadeguata.
Giudice di pace Catania, Sez. I, 16/08/2005, n. 3202
Se il verbale di accertamento per divieto di sosta viene elevato in un orario in cui il divieto stesso non era in vigore, la multa è illegittima e può essere annullata. Nel caso specifico, un cartello che vieta la sosta solo dalle 20:00 alle 02:00 non consente di sanzionare un'auto parcheggiata alle 10:30. Per vincere il ricorso è sufficiente provare con fotografie o altra documentazione che il divieto non era attivo all'ora della verbalizzazione.
Cass. civ., Sez. VI - 2, Ord., (data ud. 28/10/2021) 09/11/2022, n. 33045
La violazione dell'articolo 157 del Codice della Strada si applica solo quando il veicolo è parcheggiato in modo irregolare all'interno di un'area appositamente destinata alla sosta, non quando la sosta avviene sulla carreggiata con linea continua, che ricade invece sotto l'articolo 40. La Cassazione ha stabilito che non è possibile estendere il divieto di sosta da un'area di parcheggio all'altro lato della strada, poiché ciò violerebbe il principio di tipicità delle sanzioni amministrative. Questo principio è rilevante per chi riceve una multa per sosta irregolare in carreggiata e può dimostrare che la sosta era proibita da una linea continua, non da una zona di parcheggio regolamentata.